…in continuo movimento…dal viaggio al vagabondo che ho dentro…

dopo qualche giorno di latitanza, rieccomi  qui! a macinare chilometri sul Camietto dopo averlo affidato alle telecamere dell’aeroporto di Stoccolma giusto il tempo necessario a votare anche in questa importante tornata elettorale, sia per le Europee che per le comunali ma anche per definire alcune pratiche burocratiche.

Ripartito dall’aeroporto di Treviso con Rayanair e condiviso il ritardo di due ore abbondanti per motivi tecnici, con gli altri passeggeri del mio volo, ho ritrovato il Camietto prontissimo a ripartire puntando la Russia!

Porto con me gli sguardi straniti nel rivedermi così presto tra le vie del mio paese, le solite domande “cosa ci fai qui?” o “già tornato?” e le solite esclamazioni “ancora qui!” o “veloce questo giro del mondo!”… con simpatia e con una nuova, o meglio consolidata, consapevolezza che “Roads on the Way” ha la sua via naturale nel divenire  “Vagabonding Roads on the Way” a sottolineare che nulla è scritto, nulla è già definito né nei luoghi né nei tempi né per le modalità…rimane ancor più forte la voglia di esplorare facendosi guidare dalle emozioni, dalle persone, dagli incontri, dalla lezione quotidiana che l’uscire dalla comfort-zone ti costringe ad affrontare….

…esser disposti a liberarci della vita/viaggio/esperienza che abbiamo programmato per goderci a pieno la vita/viaggio/esperienza che ci aspetta…ma anche grazie a chi non ha permesso che le cose andassero come avevo programmato, come avevo sperato, come, con immensa certezza che si dimostra alla fine testardaggine, avevo già vissuto nella mia testa senza nemmeno prendermi il tempo per viverle. 

Quindi traghetto da Stoccolma a Turku in Finlandia, con i suoi tempi lenti e carichi di magia che la navigazione sa dare, con il suo dondolare mai uguale a copiare le onde del mare mai una uguale all’altra…con il ritmo della giornata scandito dagli odori della cucina che si diffondono nelle sale…dalla colazione con il profumo dolce dei panificati al pranzo, momento in cui la fa da padrone una sorta di piatto unico senza cuore e affogato nella curcuma quasi a provare una ultima rianimazione….viaggio nei profumi che si conclude con la cena e l’inconfondibile profumo di brodi scaldati al microonde misto al deciso profumo di wurstel che senza tregua girano sui rulli delle griglie e che fa da leitmotiv per tutta l’attraversata.

…ma in un batter di ciglia la terra prende il posto del mare… e gli pneumatici del Camietto sono già caldi per riprendere la strada, fino a portarmi nel giro di qualche giorno, a raggiungere la frontiera terrestre di Tarfyanovka alle porte di San Pietroburgo.

Ma questo è già domani…

Roberto

5 risposte a “…in continuo movimento…dal viaggio al vagabondo che ho dentro…”

  1. Grande Roby, leggendo il tuo articolo mi sembrava di esserci anch’io in quella nave, in quel mare, in quelle terre. In questa tua avventura il tuo stato d’animo, il tuo girovagare senza tempi li sento come miei. Ti ringrazio delle sensazioni che ci trasmetti e che mi riportano indietro in altri tempi (e altri lidi). Non posso fare altro che ammirare il tuo spirito d’avventura e, se mi permetti, di invidiarti un po’.

    1. Grazie, ogni giorno è stupendo, bastardo, triste, felice, sereno, nervoso…ogni giorno ritrovo sempre tutto…ora sta a me non perdere nulla…e apprezzare in modo particolare tutte quelle cose che di solito sentiamo negative…

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