Il viaggio

14.04.2019 Mogliano Veneto IT Km 0

17.04.2019 Austria Km 289

18.04.2019 Slovacchia Km 713

19.04.2019 Rep. Ceca Km 1260

19.04.2019 Polonia Km 1312

….we’re out of time on the highway to never…

Road on Iceland

In poche parole un viaggio per le vie del mondo che attraverserà l’Europa, Russia, Cina, Asia, sud centro e nord America, Alaska, Canada…per poi far rotta verso casa a Venezia…

A bordo di un Land Rover Defender 110, per godere di persone e territori che cambiano lentamente attraverso un finestrino…

…il significato…

…troppo spesso sento le persone idealizzare il viaggio, chiedere come prima cosa “dove vai?”.  Sognare grandi mete, luoghi da scoprire, quasi un punto di arrivo che cela dietro un lungo percorso il segreto di un sogno. Avrei paura di arrivare alla meta e rischiare di smettere di cercare.

Perché una cosa che ritrovo nell’idea di viaggio circolare, e quindi per antonomasia senza fine, è proprio un parallelismo nel modo di affrontare quello che il crescere pone lungo la nostra strada…la felicità non sarà mai un punto di arrivo, ma la strada stessa che scegliamo di percorrere…

Un’idea, un sogno….uno stile di vita… come descrivere una cosa tanto personale come un viaggio….come fermarla nella mente…                                                                                                                                      …condividendo…

Ho cominciato a viaggiare direi tardi, tardi perché ora penso che sia importante aprirsi a nuove realtà prima possibile.

Ho cominciato a lavorare molto presto e la fortuna mi ha portato ad incontrare persone, in particolare una, che mi ha stimolato e a volte forzato a prendere un volo e cominciare a visitare qualche piccolo angolo di mondo… Nel frattempo non ho mai lasciato la passione per la guida ed in particolare la guida in fuoristrada… certo, l’ambiente goliardico che ho trovato in quel mondo ha sicuramente aiutato a perseguire questa passione. Ho cominciato ad alternare weekend di fuoristrada a piccoli viaggi a corto raggio durante l’anno…ma come tutte le cose che ci danno felicità ho sentito la necessità di far crescere queste passioni arrivando a collaborare all’organizzazione di manifestazioni fuoristradistiche come LandMagia e PlanetLand da un lato…e ad allargare il raggio di azione dei miei viaggi nelle pause di lavoro arrivando in Africa, Asia e America.Tre anni fa comunque ho finalizzato un pensiero che ormai aveva cominciato a crescere nella mia testa… esatto il solito… viaggiare, vedere e conoscere persone… lasciando il mio lavoro…Ho da subito raccolto lo zaino e pagato un biglietto per la Cambogia… Ho attraversato la mia prima frontiera terrestre in terra d’Asia per dirigermi in Vietnam a Saigon dove ho acquistato una motocicletta 125cc. Con questa ho vissuto le persone che abitano il Vitnam, Cambogia, Laos, Thailandia e Myanmar sotto il sole, nuvole, pioggia o temporali…sono terre in cui il meteo non ferma il traffico e la vita, ed io non potevo esimermi dal vivere questo mondo fino in fondo. Venduta la motocicletta ho ripreso un aereo verso Indonesia e Australia.Normalmente faccio fatica a ritagliare del tempo per leggere, ma in viaggio trovo i tempi per farlo e banalmente leggo libri che raccontano di viaggi e quindi diversi modi di approcciarsi al viaggio…non posso non citare Terzani anche se scontato…forse l’autore che più mi ha fatto pensare e indirizzato su questa strada…Sono ripartito sempre zaino in spalla per l’Islanda, Canada dove ho dormito più di un mese in auto (dovevo scegliere tra autonomia o comodità…lascio a voi la risposta), e poi Alaska, il tutto a temperature da -5 a – 25°C. Affaticato e provato dal clima ho poi trovato un volo economico per il Messico e ci sono salito di corsa…visitando a questo punto anche Guatemala, Cile, Honduras, Nicaragua, Colombia e Cuba .. viaggiando su autobus, biciclette, taxi e qualsiasi mezzo trovassi per spostarmi…Ma ormai il mio pensiero era fisso sul progetto Roads on the Way! Unire passione, esperienza e conoscenze del mondo del fuoristrada e vita “spartana” con il desiderio di viaggiare con la massima libertà, evitando i centri turistici ma vivendo le persone vere. Per questo ho smesso di viaggiare per più di un anno, ma è il minimo della pena per poter godere di questo giro del mondo in solitaria a bordo del Camietto.